3.3. DISCRIMINAZIONE: dalle azioni quotidiane alle barriere strutturali

Course Content
1. La cultura e chi siamo
Concepire la cultura come un sistema dinamico che influenza Itidentitå, il comportamento, l'apprendimento e il senso di appartenenza, e riflettere su come il contesto culturale influenzi il modo in cui vediamo noi stessi e gli altri nei contesti dell'istruzione e formazione professionale.
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2. Che cos’è l’interculturalità?
Intendere Itinterculturalitå come un insieme di competenze, atteggiamenti e pratiche quotidiane che favoriscono l'interazione, la comunicazione e la cooperazione su un piano di paritå in contesti di apprendimento e di lavoro diversificati, sviluppando al contempo la consapevolezza dei rapporti di potere, delle norme e delle disuguaglianze.
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3. Inclusione, intersezionalità e discriminazione
Comprendere come funzionano l'inclusione e l'esclusione a livello individuale, di gruppo e strutturale, e capire in che modo le identitå che si sovrappongono e i rapporti di potere possano influenzare le esperienze di discriminazione nel mondo dell'istruzione e nella societå.
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4. Comprendere l’esclusione per promuovere l’inclusione
Individuare come la differenza possa trasformarsi in disuguaglianza attraverso stereotipi, pregiudizi, disagio e distanziamento sociale, e sviluppare strategie pratiche per passare dalla consapevolezza ad azioni quotidiane che promuovano inclusione ed equitå.
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5. Imparare da tutte le culture
Vivere l' interculturalitå come risorsa di apprendimento, riconoscendo ciö che le diverse culture apportano, ciö che condividono e come Io scambio tra pari rafforzi il senso di appartenenza, l'empatia e la cooperazione negli ambienti di apprendimento quotidiani.
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Digital Action Plan – Italian

La discriminazione è complessa, ma il progresso inizia dal riconoscimento, dalla riflessione e dalla responsabilità condivisa

 

QUALI CONCETTI DOVRESTI CONOSCERE COME DOCENTE?

Potremmo pensare alla discriminazione solo come a episodi di discriminazione INTERPERSONALE, come l’incitamento all’odio o il bullismo. Queste azioni discriminatorie sono spesso collegate a caratteristiche personali come il genere, la sessualità, la razza, l’etnia o altri identificatori sociali. Nel capitolo precedente abbiamo approfondito queste categorie sociali.

È triste quanto questi comportamenti siano ancora comuni nelle nostre società e nei canali mediatici. Tuttavia, è altrettanto importante considerare forme più STRUTTURALI di discriminazione, come le pratiche di selezione del personale o l’uso del linguaggio. La discriminazione, come fenomeno, è strettamente connessa alla storia globale e al modo in cui il potere politico, sociale ed economico è stato distribuito nel mondo attuale. Si tratta di un fenomeno complesso, con radici profonde nella storia dell’umanità. Questo ampio contesto storico, in cui alcuni gruppi di persone sono strutturalmente discriminati da altri, è definito “sistemi di oppressione”, o più informalmente ciò che riconosciamo come gli “-ismi” (e alcune “-fobie”).

La discriminazione si manifesta nelle scuole e nella società più ampia, e questi due contesti non possono essere separati. Tuttavia, esistono possibilità per tutti noi di avere un impatto positivo verso un mondo più equo e sicuro. Per gli insegnanti che lavorano per contrastare la discriminazione, le opportunità sono molte e diversificate. A questa consapevolezza si accompagna anche una responsabilità.

Riconoscere, gestire e trasformare: questa è la combinazione di tre verbi che rende possibile il cambiamento verso ambienti di apprendimento più inclusivi.

A volte la prima fase, il riconoscimento, può essere la più difficile. Può suscitare disagio ammettere che, dalla propria posizione, non si siano notati alcuni elementi discriminatori presenti nel sistema o nelle sue pratiche. La capacità di auto-riflessione è quindi necessaria ed è uno strumento fondamentale per tutti gli educatori che vogliono contrastare la discriminazione.

La realtà è che nessuno può contrastare la discriminazione da solo. È necessario unire le forze tra diverse professioni, utilizzando competenze e approcci differenti per trasformare le scuole in spazi più sicuri.

Ad esempio, un dirigente scolastico, un insegnante e uno psicologo scolastico svolgono compiti diversi e ricoprono ruoli differenti all’interno della scuola. Tuttavia, la collaborazione tra questi professionisti è fondamentale: offre la possibilità di affrontare la discriminazione sia a livello istituzionale/strutturale sia a livello interpersonale. Per uno psicologo scolastico, l’ascolto empatico è uno strumento centrale. Gli psicologi possiedono competenze specifiche per lavorare individualmente con bambini e giovani. Gli insegnanti, invece, sono più formati in ambiti come gli approcci pedagogici e le dinamiche di gruppo. Il dirigente scolastico può riconoscere i problemi a livello istituzionale e ha le competenze per avviare un processo di trasformazione.

 

COME LO SI SPIEGA AGLI STUDENTI?

L’auto-riflessione è importante per riconoscere che non sempre notiamo azioni o pratiche discriminatorie che svantaggiano gli altri. La discriminazione non è rivolta solo agli individui, ma può anche essere strutturale, influenzando interi gruppi e radicandosi nelle relazioni di potere storiche, sociali, politiche ed economiche.

Poiché le scuole riflettono la società più ampia, possono anche diventare spazi fondamentali per promuovere una maggiore equità e sicurezza.

 

AZIONE DA SVOLGERE Trasforma il riconoscimento in cambiamento: quando viene individuato un problema, concorda un adattamento concreto (ad esempio modificare una procedura, rivedere una regola, adattare un approccio didattico) e valuta nel tempo il suo impatto.