3.2. INTERSEZIONALITÀ. Quando le identità si sovrappongono

Course Content
1. La cultura e chi siamo
Concepire la cultura come un sistema dinamico che influenza Itidentitå, il comportamento, l'apprendimento e il senso di appartenenza, e riflettere su come il contesto culturale influenzi il modo in cui vediamo noi stessi e gli altri nei contesti dell'istruzione e formazione professionale.
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2. Che cos’è l’interculturalità?
Intendere Itinterculturalitå come un insieme di competenze, atteggiamenti e pratiche quotidiane che favoriscono l'interazione, la comunicazione e la cooperazione su un piano di paritå in contesti di apprendimento e di lavoro diversificati, sviluppando al contempo la consapevolezza dei rapporti di potere, delle norme e delle disuguaglianze.
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3. Inclusione, intersezionalità e discriminazione
Comprendere come funzionano l'inclusione e l'esclusione a livello individuale, di gruppo e strutturale, e capire in che modo le identitå che si sovrappongono e i rapporti di potere possano influenzare le esperienze di discriminazione nel mondo dell'istruzione e nella societå.
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4. Comprendere l’esclusione per promuovere l’inclusione
Individuare come la differenza possa trasformarsi in disuguaglianza attraverso stereotipi, pregiudizi, disagio e distanziamento sociale, e sviluppare strategie pratiche per passare dalla consapevolezza ad azioni quotidiane che promuovano inclusione ed equitå.
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5. Imparare da tutte le culture
Vivere l' interculturalitå come risorsa di apprendimento, riconoscendo ciö che le diverse culture apportano, ciö che condividono e come Io scambio tra pari rafforzi il senso di appartenenza, l'empatia e la cooperazione negli ambienti di apprendimento quotidiani.
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Digital Action Plan – Italian

L’esclusione raramente deriva da una sola differenza; si manifesta laddove le categorie di identità sociali si sovrappongono e vengono valutate in modo diseguale.

 

QUALI CONCETTI DOVRESTI CONOSCERE COME DOCENTE?

L’internazionalità è un concetto che spiega come i diversi aspetti dell’identità di una persona (quali genere, etnia, classe sociale, disabilità o background migratorio) interagiscano e si sovrappongano, plasmando le sue esperienze in modi complessi. Dimostra che le persone non sono influenzate da un unico fattore alla volta, ma dagli effetti combinati di molteplici posizioni sociali, che possono determinare specifiche forme di svantaggio o vantaggio. L’internazionalità aiuta a spiegare perché persone con background simili possono vivere le situazioni in modo diverso a seconda di come le loro identità si intersecano.

Alcune identità sociali sono visibili agli altri, mentre altri elementi non lo sono. Nell’immagine “power flower” si possono vedere alcuni esempi di identità sociali. L’immagine si chiama “power flower” perché ci incoraggia anche a riconoscere la discriminazione strutturale e i rapporti di potere nella società. Ad esempio, cosa viene considerato “normale” e chi viene escluso da questa “normalità”. 

(Picture: Salleh-Hoddin, Pirih & Kiiskilä. 2021. Visuals Kiira Sirola. My Learning Diary. Tackling Discrimination. Peace Education Institute. p. 81)

I petali esterni rappresentano l’identità sociale che ha più potere nelle società occidentali, mentre quelli centrali ne hanno meno. I petali viola indicano la specifica categoria di identità sociale. Ad esempio, le persone normodotate molto probabilmente affrontano meno elementi discriminatori nella società rispetto alle persone con disabilità. Ciò comporta possibilità e potere. Molte volte, se possediamo un’identità sociale potente, questa viene percepita come un dato di fatto, data per scontata, e non ne siamo consapevoli nella nostra vita quotidiana. La realtà per un individuo meno privilegiato è molto diversa: le disuguaglianze si manifestano in molti modi. Quindi, a causa di queste identità sociali potremmo subire oppressione e discriminazione a livello personale o sistemico/strutturale. Come educatori, dobbiamo tenerlo presente e fare del nostro meglio per creare spazi di apprendimento più sicuri, dove gli studenti possano sentirsi al sicuro e rispettati nell’esprimere la propria identità.

Noi esseri umani siamo multidimensionali e ci identifichiamo attraverso molteplici frammenti di identità sociali, che formano un mosaico identitario unico.

Il termine «emarginato» si riferisce a una condizione di svantaggio nella società. Cosa succede se apparteniamo a più di una minoranza emarginata all’interno della comunità? È qui che entriamo nel concetto di «intersezionalità», fondamentale da comprendere per poter prevenire l’esclusione nelle nostre scuole.

Il termine è stato coniato per la prima volta nel 1989 da Kimberlé Crenshaw, docente di diritto alla Columbia University. Crenshaw ha creato questo termine per descrivere le condizioni specifiche delle donne di colore nelle nostre società: come le esperienze legate alla razza e al genere si “intersezionano” e si sovrappongono, dando vita a situazioni discriminatorie che dovrebbero essere affrontate tenendo conto sia della “razza” che del sesso assegnato alla nascita. Oggi il termine è diventato piuttosto diffuso e viene utilizzato in generale per evidenziare gli elementi di intersezione nelle nostre identità. Nelle scuole il “quadro intersezionale” può essere utilizzato per garantire la partecipazione e la considerazione degli studenti che si trovano nelle posizioni più emarginate, al fine di assicurare che nessuno venga lasciato indietro.

 

COME LO SI SPIEGA AGLI STUDENTI?

Ognuno di noi è unico a modo suo. Apparteniamo a diverse categorie sociali e identità sociali, e questo comporta conseguenze sociali molto concrete. 

Cosa succede se apparteniamo a più di una categoria svantaggiata all’interno della comunità? Qui entriamo nel concetto di “intersezionalità”, che è importante comprendere per poter prevenire l’esclusione nelle nostre scuole. A scuola, il “quadro intersezionale” può essere utilizzato per garantire la partecipazione e la considerazione degli studenti nelle posizioni più emarginate, per assicurarsi che nessuno venga lasciato indietro.

 

AZIONE DA SVOLGERE Fai in modo che il sostegno/supporto sia flessibile: offri diverse modalità di accesso all’aiuto (individuale, scritto, visivo, tra pari) in modo che gli studenti con esigenze diverse possano scegliere quella più adatta a loro.