L’inclusione va oltre il semplice trattamento equo di tutti e mira a rimuovere gli ostacoli affinché tutti possano partecipare veramente.
QUALI CONCETTI DOVRESTI CONOSCERE COME DOCENTE?
L’EDUCAZIONE INCLUSIVA è un principio generale che riguarda la costruzione, lo sviluppo e la progettazione delle nostre scuole, nonché l’organizzazione dell’insegnamento, affinché tutti abbiano pari opportunità di partecipare attivamente, imparare ed essere realmente parte integrante della comunità scolastica. Vogliamo che tutti siano coinvolti, il che è l’opposto dell’esclusione. Questo principio comprende molti aspetti, dagli elementi strutturali (politica educativa, reclutamento, ecc.) alle aule e alle attività, ai metodi (ad esempio, la differenziazione) e alle pedagogie utilizzate, affinché tutti gli studenti possano imparare e partecipare insieme, in un modo che tenga conto delle diverse esigenze. Il termine “differenziazione” si riferisce a diversi metodi o approcci pedagogici che sostengono le possibilità di tutti di imparare bene. L’obiettivo è creare un’atmosfera positiva per l’apprendimento con un senso di appartenenza, per poter sviluppare competenze emotive, sociali e accademiche.
Tutti gli studenti hanno esigenze diverse e queste devono essere soddisfatte in modo rispettoso e solidale. Questo lavoro include la definizione di limiti sicuri. L’obiettivo comune è ridurre ed eliminare le barriere e gli ostacoli che possono portare all’esclusione. Detto questo, va aggiunto che in realtà complesse e quando si lavora con gruppi, questo è un obiettivo impegnativo e potrebbe non essere possibile raggiungerlo alla perfezione. Ma possiamo fare del nostro meglio con le risorse che abbiamo. È importante iniziare da qualche parte e procedere passo dopo passo.
Allora, come possiamo promuovere l’inclusione e prevenire l’esclusione? Si tratta di una questione importante su cui tutti gli insegnanti dovrebbero riflettere. Riuscite già a individuare attività o modalità di lavoro che favoriscono l’inclusione e prevengono o contrastano l’esclusione? Se doveste stilare un elenco di buone pratiche inclusive, cosa includerebbe? Inoltre, è importante riconoscere le sfide e riflettere sui passi successivi da compiere per affrontarle: quali sono le sfide nel vostro lavoro che potrebbero rafforzare l’esclusione? Quali misure si possono adottare per affrontare questi problemi?
Esistono molte fonti in cui è possibile trovare spunti pratici sulle pratiche inclusive nelle scuole. Ad esempio, James A. Banks (1994) ha raccolto un elenco di esempi pratici. Le seguenti domande sono state adattate dalla checklist di James A. Banks.
James A. Banks fa riferimento nel suo testo all’educazione multiculturale. Oggi si riconosce anche che questo concetto presenta alcune difficoltà, in quanto tende a enfatizzare le differenze piuttosto che i punti in comune, oltre a non riconoscere le problematiche a livello strutturale. Tuttavia, la ricerca e l’elenco di Banks offrono una buona base da applicare ancora oggi, richiamando la nostra attenzione su molte intuizioni pratiche relative all’inclusione nelle scuole. Avviare una conversazione con colleghi e studenti ponendo le seguenti domande fornirà sicuramente un buon punto di partenza per individuare i punti di forza e le sfide nella vostra scuola. Da lì potrete passare a elementi più strutturali: esistono pratiche o politiche che creano esclusione o ostacolano le pratiche scolastiche inclusive?
In che modo le diverse lingue madri vengono prese in considerazione durante le lezioni? Gli alunni o gli studenti possono trarre vantaggio dalle loro competenze multilingui e, se sì, in che modo? Che tipo di sostegno ricevono gli alunni che hanno appena iniziato ad apprendere la lingua di insegnamento? Tutti i genitori ricevono le stesse informazioni dalla scuola?
Quali metodi vengono utilizzati per supportare diversi stili di apprendimento? In che modo le difficoltà di apprendimento vengono prese in considerazione nella pianificazione o durante le lezioni?
Che tipo di celebrazioni vengono organizzate? Si tiene conto delle diverse visioni del mondo o religioni? Com’è la mensa scolastica? L’atmosfera generale della scuola è positiva nei confronti delle differenze razziali, etniche, culturali e linguistiche?
L’approccio all’apprendimento e, ad esempio, i materiali sono critici? Di chi è la storia che stiamo studiando? La narrazione è critica nei confronti degli aspetti storici? Che tipo di immagini si possono trovare nei materiali? Ad esempio, nei materiali sono rappresentati diversi gruppi minoritari o etnici? Si possono trovare nei materiali punti di vista che mostrano pregiudizi di genere?
COME LO SI SPIEGA AGLI STUDENTI?
L’inclusione significa accogliere attivamente la diversità affinché tutti si sentano benvenuti, apprezzati e in grado di partecipare e imparare, con un forte senso di appartenenza. L’esclusione, intenzionale o meno, comporta l’esclusione di individui o gruppi, portando all’isolamento, alla discriminazione e a una riduzione delle opportunità.
Un ambiente di apprendimento inclusivo consente a tutti gli studenti di imparare e partecipare insieme, riconoscendo le diverse esigenze; sebbene sia difficile da realizzare pienamente, richiede uno sforzo continuo e graduale utilizzando le risorse disponibili. La partecipazione di tutti è importante e necessaria.
| AZIONE DA SVOLGERE | Promuovere l’inclusione attraverso la collaborazione: discutete delle pratiche inclusive e delle sfide con colleghi e studenti. Attraverso una riflessione condivisa, individuate i punti di forza, individuate le difficoltà e concordate le prossime azioni da intraprendere sia a livello di classe che a livello scolastico. |
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